lunedì 5 maggio 2014

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Radio24. Il giorno che fece il suo debutto nell'etere Alessandro Robecchi su Piovono Pietre in una bella puntata dedicata (Piovono Pietre su Radio Pop durava 15 minuti dalle otto meno un quarto alle otto e ci si svegliava apposta per sentirlo) annunciava: Buongiorno, buongiorno! Oggi diamo il benvenuto alla radio dei padroni! Ecco, che la radio dei padroni - facoltosi per definizione - non sia in grado di esprimere un livello accettabile non dico di qualità dei contenuti (sia mai) ma quantomeno di approfondimento e/o argomentazione (forse si salva Gianluca Nicoletti, profugo di radio1) io la trovo una cosa veramente incredibile.
Sono tutti (tutti) a vario livello plasmati sul modello Giuseppe Cruciani: il domatore dei mediocri come lo chiamano su Lettera43.
Non solo non c'è concorrenza ma neanche menzione possibile, per questo motivo posto con piacere ed un pizzico di orgoglio i faccioni di Giorgio Zanchini e Pietro Del Soldà, gli statali, quelli che non alzano mai la voce e non dicono parolacce facili facili. Quelli che il loro stile e la loro preparazione parlano al di là delle loro parole e pesano piombo rispetto a piuma se vogliamo (e dobbiamo) fare un paragone. Quelli che si rivolgono al ministro e alla casalinga nello stesso identico modo. Quelli che insomma andrebbero privatizzati a prescindere perché il privato fa meglio.
E si vede infatti ma soprattutto, si sente.

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