giovedì 29 agosto 2013

in chiave di fa /2


Margaret Urquhart era, in tempi dove dominavano personaggi dal dubbio gusto tipo l'americanissimo Gary Carr, per noi allievi della classe di Paolo Rizzi, un mito.
La Urquhart era donna (cosa rara nel contrabbassistico mondo), suonava con Bruggen e con Bruggen suonava Beethoven, illustre pupilla del suo grandissimo maestro Antony Woodrow.
E se cercate anche su Internet dei due troverete pochissima traccia, che la gente seria parla si,
ma sottovoce.

venerdì 23 agosto 2013

portrait of Mario Parlanti


Hasselblad 503 CX - Zeiss Sonnar 150 C - Ilford FP4 Plus
in Loc Villana, lunedì 19.08.013 - Calci, Pisa.

giovedì 22 agosto 2013

in chiave di fa /1


Ben visibili il contrabbassista Achille Gouffé, il fagottista Désiré Dihau ed il compositore Emmanuel Chabrier, tutti amici personali del grandissimo Edgar Degas.
Perchè come dice Marino Sinibaldi la cultura serve a non servire,
di conseguenza acculturiamoci.

L'orchestre de l'Opéra /.ca 1870 /Olio su tela /56,5x45 /Musée d'Orsay
In sottofondo Felix Mendelssohn, Sinfonia IX in F major /Scherzo: Commodo (Schweizerlied)

mercoledì 7 agosto 2013

venerdì 2 agosto 2013

che ora è oggi


[..] Non disperi, comunque, chi crede nella potenza dei simboli. Il penoso intervento di zelo ferroviario ha almeno il merito di averci svelato, su quell'orologio, un mistero quasi sbalorditivo. Costretto dall'esplosione a bloccarsi nell'istante esatto del massacro, era già stato rimesso in funzione nei mesi successivi: solo che nessuno ne aveva preso atto. Per i bolognesi e per gli italiani la certezza che l'orologio segnasse da sempre e per sempre l'ora della strage era assoluta, così assoluta che neppure l'evidenza del tempo ordinario riuscì a scalfirla.

Fino al '95, quando l'orologio si fermò per un normale guasto, e su richiesta del sindacato dei ferrovieri venne nuovamente bloccato sulle 10.25. Ma non troverete un solo bolognese che non sia convinto che le lancette siano ferme da quel lontano 2 agosto. Tanto che per credere davvero alla frettolosa ricostruzione dei fatti alla quale le Ferrovie dello Stato sono state costrette nelle ultime ore, negli ultimi minuti, bisogna fare fede a quanto ci viene raccontato. E ci si chiede l'un l'altro: ma davvero dall'80 al '95 l'orologio ha funzionato? E come mai non ce ne siamo accorti? E come mai non ci sono state polemiche? Si vede che il tempo simbolico, quel tilt irreparabile e indimenticabile, è stato in questo caso molto più forte del tempo reale. [..]